Quando il corpo parla (di notte)

Chiara Fodone

Naturopata

@chiara.fodone

chiarafodone.com

Quando il corpo parla (di notte)

 

Sempre più spesso ci ritroviamo ad abitare un corpo che, durante la notte, anziché riposare, rimane attivo: difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti, oppure risvegli nel cuore della notte accompagnati da una mente vigile e iperattiva, poco incline a tornare al sonno.

L’insonnia, da segnale di un disequilibrio che meriterebbe attenzione, tende così a trasformarsi in una condizione normalizzata.

“Ma d’altronde, chi dorme bene oggi?”, mi disse una volta una cliente.

Questa affermazione mi ha portata a riflettere: se il pensiero collettivo legittima la mancanza di riposo, rischiamo di allontanarci progressivamente da uno stato di reale benessere.

Tra le cause troviamo diversi fattori concomitanti: la diffusione di modelli performativi che esaltano il sacrificio del sonno, contenuti social che promuovono routine estreme (come ad esempio la sveglia alle 3 di notte per andare in palestra), la tendenza a prolungare l’attività lavorativa nelle ore che dovrebbero essere dedicate al recupero e la convinzione che il rilassamento coincida con lo scroll passivo dei contenuti digitali.

A questi elementi si aggiunge una generale carenza di educazione al riposo notturno. Il risultato è un’alterazione progressiva dei ritmi fisiologici, di cui iniziamo a osservare le conseguenze.

Quando si parla di benessere, l’attenzione viene spesso rivolta all’alimentazione e all’attività fisica, mentre il sonno rimane sullo sfondo. Eppure l’equilibrio dell’organismo si fonda sul corretto alternarsi del ciclo sonno–veglia, in cui entrambe le fasi svolgono un ruolo essenziale.

Dormire in modo inadeguato non incide soltanto sull’efficienza della giornata successiva, ma interferisce con una serie di funzioni biologiche fondamentali. Il riposo notturno non è infatti limitato al recupero energetico: durante il sonno si attivano processi indispensabili al mantenimento della vitalità e dell’equilibrio generale.

In particolare, un sonno di qualità sostiene:

  • il benessere psicologico, favorendo capacità decisionali, creatività, memoria, apprendimento ed elaborazione delle informazioni;
  • il benessere fisico, supportando il sistema immunitario, nervoso, endocrino e cardiovascolare, oltre ai processi metabolici e alle prestazioni fisiche;
  • il benessere emotivo, contribuendo alla regolazione dell’umore, alla resilienza emotiva e alla percezione corporea, con un impatto anche sull’autostima e sul senso di stabilità interiore.

Da dove iniziare per migliorare il sonno?

Il primo passo è l’osservazione. Chiedersi “come dormo?” richiede attenzione e precisione, andando oltre una valutazione sommaria di tipo “bene” o “male”. È utile osservare come ci si prepara al riposo, la qualità del sonno e le modalità dei risvegli notturni, se presenti.

Da questa fase di consapevolezza diventa possibile introdurre cambiamenti nello stile di vita. Il miglioramento del sonno, infatti, non passa semplicemente dall’introduzione di un rimedio naturale o di un integratore, ma da una revisione delle abitudini diurne che influenzano l’equilibrio notturno.

Tre pilastri di base possono orientare questo processo:

  1. educare il corpo al rallentamento e la mente a stati di calma;
  2. prestare attenzione a ciò che mangiamo ea come mangiamo;
  3. creare spazi di pausa reale, privi di stimolazione digitale, che favoriscano il recupero.

Una lettura secondo la Medicina Tradizionale Cinese

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, i disturbi del sonno possono essere letti anche in relazione all’equilibrio tra Yin e Yang. In modo orientativo:

  • le condizioni di Eccesso di Yang degli organi coinvolti possono manifestarsi con sonno agitato, risveglio precoce e attività onirica intensa o disturbata;
  • le condizioni di Deficit di Yin possono presentarsi con difficoltà ad addormentarsi e risvegli notturni.

Queste indicazioni rappresentano un primo livello di osservazione: la valutazione della persona rimane sempre individuale e influenzata da molteplici fattori.

L’intervento naturopatico

In ambito naturopatico, l’approccio è integrato e personalizzato. In questa sede ho deciso di porre l’attenzione su tre elementi: alimentazione, micoterapia e pratiche di rilassamento.

Alimentazione

In presenza di insonnia può essere utile valutare una riduzione, soprattutto nelle ore serali, di alimenti a forte componente Yang, come cibi piccanti o fritti, zuccheri semplici, dolci industriali, alcol, caffè, prodotti raffinati, insaccati, carne rossa e formaggi stagionati.

Si possono invece privilegiare alimenti a natura termica fresca o neutra, come riso, lenticchie, fagioli bianchi, miglio, orzo, grano, soia, patate, zucchine, lattuga, spinaci, sedano, mele, pere, yogurt, sesamo, olio extravergine di oliva, zafferano, tè verde, pesce magro e carni bianche.

Micoterapia

La letteratura scientifica degli ultimi anni ha indagato il ruolo dei funghi medicinali nel supporto all’equilibrio del sistema nervoso. Tra i più utilizzati in relazione al sonno troviamo:

  • Ganoderma lucidum (Reishi), noto per il suo effetto riequilibrante sul sistema nervoso e per il supporto alla qualità del riposo;
  • Hericium erinaceus, utile nel sostenere il tono emotivo in condizioni di stress e agitazione che possono riflettersi sul sonno.

Pratiche meditative e tecniche di rilassamento

Lo stress accumulato quotidianamente tende a manifestarsi sia a livello corporeo che mentale. Le pratiche di consapevolezza e rilassamento favoriscono una riduzione del carico tensivo e un riequilibrio dello Shen, sostenendo uno stato di maggiore quiete.

Per iniziare, anche a casa, si possono sperimentare:

  1. Respirazione consapevole, con un ritmo naturale e senza sforzo, introducendo gradualmente un’espirazione più lunga dell’inspirazione;
  2. Body scan, praticabile anche da coricati, per favorire distensione corporea e riduzione dell’attività mentale;
  3. Stretching dolce di collo e spalle, utile per alleviare tensioni posturali e favorire una maggiore fluidità respiratoria;
  4. Massaggio del cuoio capelluto, che può contribuire a una sensazione di alleggerimento e rilassamento generale.

Il sonno non è tempo sottratto alla vita, ma uno spazio essenziale in cui la persona ritrova equilibrio, benessere e consapevolezza.

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